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[Reportage video]
Roba che scotta: alle prese con il caldo di Sepang 17.03.2008 Si dice Malesia e si immaginano spiagge stupende o la vita frenetica di Kuala Lumpur, ma per il popolo della Formula 1 il Gran Premio della Malesia è sinonimo di caldo e umidità. Il moderno circuito di Sepang è dotato di strutture all'avanguardia, ma nessuna pista offre ancora box con aria condizionata, quindi i meccanici fanno la sauna per tutto il week-end, e per i piloti è la stessa fatica, dato che le monoposto di Formula 1 sono costruite pensando alla velocità, e non al comfort. Alla temperatura elevatissima di quasi 40°C si aggiunge un'umidità del 90%, e come se non bastasse i piloti mettono a dura prova il loro fisico, costretti dalle cinture di sicurezza al posto di guida, a pochi centimetri da motore e terminali di scarico bollenti, utilizzando ogni muscolo per ottenere le massime prestazioni dalla vettura. ![]() Questa somma di fattori rende il Gran Premio della Malesia il più faticoso di tutto il calendario di Formula 1; nei 56 giri della gara i piloti possono perdere circa quattro litri di liquidi, ma gli alfieri della Panasonic Toyota Racing Jarno Trulli e Timo Glock sono pronti per la prova fisica che li aspetta a Sepang. Jarno ha partecipato a tutti e nove i Gran Premi disputati in Malesia finora, quindi sa esattamente cosa aspettarsi, infatti dice: “La gara in Malesia è estremamente difficile e molto impegnativa, sia per i piloti che per le vetture, perché anche dal punto di vista tecnico è un circuito duro da percorrere in condizioni estreme. Il clima è torrido: quasi 40 gradi e un'umidità all'80-90%, dal punto di vista fisico e meccanico il Gran Premio più duro per chiunque.” Ma la consapevolezza di andare incontro a una gara difficile ed estenuante non spegne l'entusiasmo di Jarno per un Gran Premio che riveste un significato particolare nella storia della Panasonic Toyota Racing. Il pilota italiano, che a Sepang ha ottenuto il primo podio di Formula 1 per il team, arrivando secondo nel 2005, aggiunge: “Su questa pista ho sempre ottenuto buone prestazioni e buoni risultati, quindi non vedo l'ora di arrivare in Malesia perché lì la nostra vettura si è sempre comportata piuttosto bene.” ![]() Per il suo compagno di squadra il Gran Premio della Malesia sarà una novità, dato che a Sepang Timo, campione in carica del GP2, ha portato a termine solo una sessione di prove libere di Formula 1 nel 2004. Comunque ha seguito un programma di fitness completo ancor prima di salire sulla TF108, quindi è ben preparato per la sfida che lo attende; uomo avvisato... “Penso che sia la gara più dura della stagione,” dice. “Jarno mi ha avvisato che a volte verso la fine, soprattutto negli ultimi 10–15 giri, può essere molto doloroso, ma ci siamo allenati a fondo durante l'inverno, quindi dovremmo essere pronti. Purtroppo il Gran Premio della Malesia è solo la seconda gara della stagione, quindi non abbiamo l'opportunità di abituarci a correre con il caldo prima di arrivare lì.” Prima della gara i piloti bevono litri e litri di bevande appositamente formulate con tutti i sali minerali necessari per evitare la disidratazione, ma la maggior parte di questi liquidi viene persa durante la gara per il caldo e l'umidità. Un po' di sollievo proviene dal sistema montato sulle moderne monoposto di Formula 1 che permette al pilota di bere, anche se già dopo pochi giri il liquido sembra più tè bollente che un rinfrescante succo d'arancia ghiacciato. L'ingegnere di gara di Jarno, Gianluca Pisanello, spiega il sistema: “Il sistema per bere montato sulla vettura è un impianto relativamente semplice: il liquido si trova in una sacca da cui parte un tubicino che arriva direttamente nel casco. Per bere il pilota deve semplicemente premere un pulsante sul volante; così facendo attiva una pompa che spinge il liquido, di solito acqua o un integratore di sali minerali, fino alla bocca del pilota.” Guidare a velocità che toccano i 330 km/h nell'aria bollente di Sepang è come avere un phon puntato sulla faccia per 90 minuti, ma queste condizioni estreme non influiscono solo sui piloti; anche le vetture di Formula 1 devono essere raffreddate. Queste vetture sono vere e proprie centrali termiche, dato il calore generato da motore, terminali di scarico, radiatori e dischi dei freni, che possono riscaldarsi fino a raggiungere 900°C. Se anche la temperatura esterna è elevata, i team devono ovviamente trovare soluzioni più efficaci per evitare che questi componenti si surriscaldino, applicando i più svariati pacchetti di raffreddamento per mantenere le temperature di esercizio negli intervalli corretti. Ciò significa che invece della carrozzeria utilizzata per le corse a temperature più fresche, in Malesia va montata una carrozzeria apposita dotata di un maggior numero di prese d'aria che permettano all'aria relativamente più fredda di passare attraverso la vettura. Dieter Gass, Chief Engineer Corse e Test, spiega: “Il pacchetto di raffreddamento per ogni week-end di gara è definito dal numero di condotti di uscita dell'aria presenti sulla vettura. L'ingresso dell'aria è lo stesso per ogni gara, e non viene mai toccato; vengono modificati solo i punti di uscita. A questo scopo disponiamo di diversi pannelli di raffreddamento che possiamo semplicemente rimuovere dalla carrozzeria quando le temperature esterne sono elevate, per garantire un migliore flusso dell'aria di raffreddamento.” Nonostante il clima, tutti alla Panasonic Toyota Racing manterranno il sangue freddo, anche se il Gran Premio della Malesia a Sepang sarà sicuramente una gara su una pista che scotta.
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