Reportage > [Reportage video] Caricare e puntare:
duelli nel centro di Monte Carlo
Reportage [Reportage video] Caricare e puntare:
duelli nel centro di Monte Carlo
Reportage
[Reportage video] Caricare e puntare:
duelli nel centro di Monte Carlo

19.05.2008

Da quasi 80 anni il Gran Premio di Monaco sfida i piloti a duello lungo le strade strette e tortuose di un circuito che si snoda attraverso la seconda più piccola nazione del mondo.

Monte Carlo, con i suoi due chilometri quadrati più popolati d'Europa, rappresenta un appuntamento unico nel calendario di Formula 1: se nel XXI secolo vetture da 350 km/h ancora si danno battaglia su queste curve traditrici, significa che il Gran Premio di Monaco esercita ancora tutto il suo fascino.

Per la maggior parte degli addetti ai lavori, Monaco vuol dire gioie e dolori: nel paddock si è costretti a vivere gomito a gomito, ma la storia, il fascino e l'atmosfera irripetibile che qui si respira alimentano il fuoco della passione in tutti gli amanti di questo sport.

Richard Cregan, Team Manager della Panasonic Toyota Racing, riassume in questo modo: “Monaco è una delle più belle gare dell'anno, un simbolo della Formula 1. Secondo me, basta che un pilota metta a segno un giro veloce a Monaco per meritarsi la paga di tutto l'anno. Ma a Monaco si respira anche un'aria particolare: un singolare connubio di lusso e glamour uniti a motori di straordinaria potenza, capaci di suscitare un entusiasmo e una passione che difficilmente si ritrovano su altri circuiti di Formula 1.”

Jarno Trulli ha un'innata passione per le corse e le leggendarie strade di Monaco sono state teatro di alcune delle sue maggiori imprese: è qui che ha vinto il suo primo Gran Premio nel 2004 partendo dalla pole position. Ovviamente un risultato così si ricorderebbe comunque, ma per Jarno Monaco avrà sempre un significato speciale.

“La mia vittoria qui è il souvenir perfetto di Monaco,” afferma. “Monte Carlo mi piace molto, è un Gran Premio decisamente diverso e lo trovo decisamente entusiasmante. I rischi sono maggiori, e per vincere bisogna che ci sia un buon feeling con la vettura. È difficile spiegare come mai questo circuito è così speciale. Il guard rail è vicinissimo... sempre a un passo da te: una sfida continua che richiede una concentrazione assoluta. In definitiva... un circuito fantastico!”

I muri ad una manciata di centimetri di distanza non lasciano spazio al minimo errore dei piloti che a Monaco corrono una delle gare mentalmente più impegnative dell'anno. Sul fronte delle vetture, sarebbe bello e persino logico supporre che la gara più lenta del calendario sia anche quella meno dura, ma niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Monaco rappresenta una sfida eccezionale non solo per i piloti ma anche per le monoposto di Formula 1.

La presenza di numerose curve lente costringe i piloti ad usare il cambio quasi costantemente per tutti i 3,34 km del tracciato, arrivando a fine gara con quasi 4.000 cambi di marcia e questo è solo uno dei fattori di rischio meccanico del Gran Premio di Monaco, come spiega Dieter Gass, Chief Engineer Corse e Test.

“Questo circuito sottopone le parti meccaniche a sollecitazioni estreme, dato il continuo inserimento di marce diverse necessario quando si corre sempre nella gamma di rapporti inferiore,” afferma. “Il cambio è fondamentale e tra una curva e l'altra i piloti non fanno che alternare marce alte e marce basse.

“Da non dimenticare poi le notevoli sollecitazioni cui è sottoposto l'impianto frenante, data la velocità media piuttosto bassa e l'assenza di lunghi rettilinei che permetterebbero il raffreddamento dei freni. Questi ultimi infatti, come si può immaginare, raggiungono di norma temperature elevatissime che costringono i team ad adottare soluzioni ad hoc.”

Anche il raffreddamento del motore può costituire un problema. Mentre al sole di maggio i vip sorseggiano cocktail ghiacciati sui loro eleganti balconi godendosi la brezza marina, le vetture di Formula 1 sfrecciano alla ricerca di aria lungo le strade strette e soffocanti.

Sui lunghi rettilinei degli altri circuiti di Formula 1 i motori riprendono fiato grazie all'aria relativamente più fresca che attraversa i radiatori a 350 km/h riportando la temperatura a livelli accettabili, ma Monaco è decisamente avara di rettilinei. Per fortuna ciò significa che la deportanza è più importante della velocità, quindi la regolazione più libera degli assetti aerodinamici può costituire senz'altro un'arma vincente.

“Il pacchetto aerodinamico sarà caratterizzato dalla deportanza massima,” riferisce il Capo aerodinamico Mark Gillan. “La resistenza aerodinamica non ci preoccupa più di tanto, quindi sulla vettura vedrete appendici che normalmente non sarebbero utilizzate per motivi di efficienza, e anche diverse soluzioni studiate per ottenere il massimo raffreddamento della vettura.

Si è cercato inoltre di potenziare il bilanciamento aerodinamico anteriore con grandi alettoni, in modo che la vettura sia davvero equipaggiata per una deportanza massima.”

Nonostante tutto, ciò che rende davvero unico il GP di Monaco non ha nulla a che vedere con le particolarità tecniche delle vetture: trovarsi così vicini all'azione, circondati dalle vetture più veloci del mondo, è un'esperienza inebriante anche per gli habitué della Formula 1.

“Non ci sono vie di fuga, quindi le vetture corrono vicinissime alle case e agli spettatori e probabilmente è questo che rende l'avvenimento così speciale,” afferma Pascal Vasselon, Direttore generale telai. “È l'unico luogo dove la velocità delle vetture si può quasi toccare con mano. Per me ogni Gran Premio di Monaco è speciale, perché qui ogni pilota ha davvero la possibilità di dimostrare quanto vale.”

Filmati

Caricare e puntare: duelli nel centro di Monte Carlo
(inglese)
21.835 KB