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Per vincere ci vuole il fisico: in Formula 1 l'importante è essere in forma
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Per vincere ci vuole il fisico: in Formula 1 l'importante è essere in forma

16.06.2008

Anche se i piloti di Formula 1 lavorano seduti, non significa che non siano tra gli atleti più in forma del mondo, anzi... non corrono, non saltano e non nuotano, ma hanno comunque bisogno di una notevole forza fisica e resistenza per far fronte alle pressioni dovute ad un'auto da corsa lanciata a 350 km/h.

La guida di una moderna monoposto di Formula 1 non richiede solo buoni riflessi e talento naturale; se un pilota non è in ottima forma, è praticamente impossibile che riesca a finire un Gran Premio, viste le enormi sollecitazioni a cui è sottoposto a ogni giro.

Considerando le rapide decelerazioni ottenute grazie agli efficientissimi freni in carbonio e la deportanza generata dalle attuali soluzioni aerodinamiche, in frenata e nelle curve veloci i piloti subiscono accelerazioni che, raggiungendo anche i 5G, che interessano l'intero organismo e in particolare collo e torace.

Le persone comuni possono farsi un'idea delle forze di cui stiamo parlando solo salendo sulle montagne russe più vertiginose; ma lì si rimane più o meno un minuto, mentre sulle vetture di Formula 1 i piloti devono mantenere la massima concentrazione e dare il meglio per quasi due ore.

In situazioni di gara la loro frequenza cardiaca è superiore a quella di quasi tutti gli altri atleti, con una media di circa 170 battiti al minuto e picchi che raggiungono i 190 battiti. Per avere un termine di paragone, la frequenza cardiaca di un uomo in salute della stessa età è di circa 60 battiti al minuto.

Ovviamente Jarno Trulli e Timo Glock, i piloti della Panasonic Toyota Racing, prendono la forma fisica molto sul serio e grazie agli allenamenti rigorosi ai quali si sottopongono sono sempre in condizioni eccellenti quando si mettono al volante.

"Nessun altro sport fa registrare una media di 170 battiti al minuto per un'ora e mezza," afferma Timo. "Questo fa dell'automobilismo uno sport davvero unico ed è uno dei motivi per cui i piloti di Formula 1 devono mantenere una forma perfetta."

Sollecitazioni fisiche di questo tipo richiedono programmi di allenamento personalizzati, come spiega Riccardo Ceccarelli, medico della Panasonic Toyota Racing: ’la frequenza cardiaca raggiunge valori incredibili, quindi l'esercizio aerobico deve avvenire ad altissimi livelli. I piloti fanno jogging, cyclette e praticano tutti gli sport che prevedono un'attività aerobica, oltre a sottoporsi ad un allenamento specifico per il collo, la cui muscolatura deve sopportare carichi di circa 20-25 kg a ogni curva, e ovviamente anche ad uno per torace e braccia."

La Formula 1 però non esige solo un'eccellente forma fisica; per guidare a 350 km/h spingendo ai limiti per tutta la durata di una gara sono necessarie anche eccezionali capacità mentali e di concentrazione.

"Il cervello funziona esattamente come un muscolo e pertanto può essere allenato," afferma il dottor Ceccarelli che, per stimolare l'attenzione dei piloti della Panasonic Toyota Racing, ha sviluppato alcuni programmi computerizzati di simulazione con i quali è possibile verificare e migliorare i tempi di reazione, l'esecuzione di più attività simultanee e la consapevolezza spaziale.

Jarno, che utilizza queste tecniche per essere mentalmente preparato a ogni Gran Premio, spiega: "Alcune di queste simulazioni, sviluppate nel corso degli anni, vengono adottate per la preparazione mentale; le posso fare a casa senza problemi o persino nei week-end di gara utilizzando il mio computer. Si tratta di mantenere concentrazione e reattività per l'intera durata della gara e su una vettura di Formula 1 non è così semplice, data la velocità."

Alcuni studi hanno dimostrato che i piloti da corsa rispondono a questi stimoli in maniera molto differente. Ad esempio, nel test sui tempi di reazione, che simula la partenza di un Gran Premio, i soggetti devono premere un pulsante non appena le luci si spengono; in genere i piloti di Formula 1 e le persone comuni hanno tempi di reazione simili, ma i piloti utilizzano molta meno energia cerebrale.

"Tale differenza è dovuta al fatto che i piloti gestiscono con minor sforzo questo tipo di prestazione, quindi il loro cervello lavora in modo economico rispetto a quello delle persone normali," spiega il dottor Ceccarelli. "Ciò significa che i piloti sono in grado di garantire questo tipo di risultato più a lungo rispetto alle altre persone e questo è il fattore fondamentale che dobbiamo considerare nell'allenamento."

Dopo l'eliminazione del controllo della trazione e del freno motore è stato sorprendente scoprire che i piloti sono sottoposti a tensioni ancora maggiori quando tengono a bada i 700 CV delle loro vetture.

Il dottor Ceccarelli riferisce: "Rispetto all'anno scorso, dall'inizio della stagione abbiamo riscontrato che la frequenza cardiaca è aumentata da cinque a dieci battiti e che anche la sudorazione è maggiore, quindi significa che i piloti sono più impegnati nella guida. Questo dato va considerato più dal punto di vista mentale che da quello fisico perché è il cervello a consumare una maggiore quantità di energia"

Per questo i piloti della Panasonic Toyota Racing devono mantenersi in forma il più possibile, dato che il team non può fare a meno della loro forza fisica e mentale per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi.

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Per vincere ci vuole il fisico: in Formula 1 l'importante è essere in forma
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