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[Reportage video]
Reality check: oltre la simulazione 02.06.2008 Al Gran Premio del Canada del prossimo week-end le ruote della TF108 toccheranno per la prima volta l'asfalto del circuito Gilles Villeneuve. Questo nella vita reale, ma di certo non nel mondo virtuale della simulazione della Panasonic Toyota Racing. Senza che la TF108 abbia mai posato neanche una ruota sull'isola di Notre–Dame a Montreal, gli ingegneri della Panasonic Toyota Racing hanno a disposizione un'intera banca dati contenente le informazioni raccolte simulando il comportamento della vettura lungo i 4,361 km del circuito. ![]() Grazie alle sofisticate tecniche di simulazione (galleria del vento, banchi prova motori, banco prova a sette colonne e CFD - dinamica dei fluidi computazionale) utilizzate presso il centro tecnico del team a Colonia, in Germania, i piloti si troveranno avvantaggiati quando in Canada inizieranno le prove libere. Nel Gran Premio del Canada è fondamentale passare sui cordoli, quindi la Panasonic Toyota Racing si è preparata a fondo simulando il comportamento della TF108 su un banco prova a sette colonne impostato per replicare in modo specifico le sollecitazioni della pista di Montreal. Posizionando una TF108 a grandezza naturale sul banco prova idraulico impostato con i dati raccolti nelle stagioni precedenti, la vettura viene sottoposta agli stessi scossoni e sussulti che subirebbe passando sui dossi e sui cordoli dell'isola di Notre–Dame. In questo modo si ottengono informazioni importanti relative alla regolazione di sospensioni e ammortizzatori che consentono agli ingegneri di individuare esattamente cosa funziona e cosa no. Dieter Gass, Chief Engineer Corse e Test, spiega: “Questo è molto importante perché il circuito di Montreal, diversamente da altri, ha quattro chicane, quindi più si sale sui cordoli tagliandole, più si guadagna tempo. Ciò significa che se la vettura si comporta alla perfezione sui cordoli, si guadagna in velocità e in tempo sul giro.” Ma questo è solo un aspetto della normale preparazione pre-gara alla Panasonic Toyota Racing; l'altro riguarda i dinamometri, o banchi prova, sui quali il motore RVX–08 può ‘girare’ senza il corredo dello chassis TF108. ![]() Il motore può percorrere l'intera lunghezza gara senza spostarsi di un millimetro, agli stessi giri e con gli stessi cambi di marcia che utilizzeranno Jarno Trulli e Timo Glock in Canada. Con i dati di questi test gli ingegneri possono mettere a punto il comportamento del motore in modo mirato per un particolare circuito, oltre ad individuare eventuali elementi da migliorare prima che i piloti scendano in pista. “Di norma prima di qualsiasi gara, quindi anche prima del Canada, sui nostri computer inseriamo il modello di funzionamento completo della valvola a farfalla che ad esempio riproduce lo stile di guida di Jarno su un particolare circuito simulato al banco dinamometrico,” riferisce Luca Marmorini, Direttore generale motori. “In questo modo possiamo prevedere alcuni potenziali problemi relativi alla risposta o alla mappatura del motore che pilota e team potrebbero dover affrontare in Canada.” Questi preparativi sono specifici per ogni gara, ma la simulazione ha un carattere più generale, dato che per la Panasonic Toyota Racing è essenziale migliorare costantemente per competere ai massimi livelli in Formula 1. I frutti di questo lavoro si vedono in pista, ma non prima che test rigorosi ne abbiano confermato precedentemente la validità. Prima di essere montato sulla TF108, ogni nuovo elemento aerodinamico viene studiato nei dettagli a Colonia per garantirne il funzionamento ottimale. ![]() La prima parte di questa procedura prevede test virtuali tramite CFD: computer che simulano il flusso d'aria sul nuovo elemento analizzandone l'impatto complessivo sulla vettura. Se un elemento non supera questo esame, significa che con tutta probabilità non sarà efficace, quindi la simulazione snellisce il processo di sviluppo e assicura che solo i progetti validi passino dal tavolo da disegno virtuale alla realtà. Il Presidente John Howett afferma: “Non si può negare che viviamo in un mondo digitale e in Formula 1 ci spingiamo ai limiti della simulazione e dell'utilizzo dei computer per capire nei minimi particolari quali potranno essere le prestazioni del futuro. Quindi, anche se ancora utilizziamo i test in pista e nella galleria del vento, di solito ci concentriamo su settori predeterminati dalla simulazione computerizzata, dove siamo certi di poter migliorare.” Se la CFD dà risultati apprezzabili, l'elemento virtuale viene realizzato e testato nella galleria del vento. Qui su un modello in scala viene soffiata aria in modo da ricreare diversi fattori quali ad esempio le condizioni di guida in velocità, comprese simulazioni dello stato della pista e altezze di marcia. Solo in seguito un elemento sarà considerato idoneo per essere montato sulla vettura. Comunque, per quante simulazioni si possano fare, l'assetto perfetto della vettura non potrà mai essere garantito; l'assestamento in pista è sempre necessario, come spiega Pascal Vasselon, Direttore generale telai: “Le simulazioni vengono eseguite nell'ambito dei limiti naturali, che quindi devono essere individuati con precisione; non si può pertanto pretendere che ci consentano di stabilire esattamente, ad esempio, come debbano essere regolate le sospensioni. Le simulazioni possono fornire solo indicazioni di tipo diagnostico.” Adesso ingegneri e piloti della Panasonic Toyota Racing partono alla volta del circuito Gilles Villeneuve; li attende un duro lavoro ma possono iniziare il week-end in tutta tranquillità, sapendo che virtualmente sono preparati al meglio per il compito che li aspetta.
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