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Resoconto di Noritoshi Arai: Gran Premio di Monaco
27 maggio 2008 (mar) Come sempre, grazie per il vostro caloroso sostegno durante il week-end. È difficile credere che un terzo della stagione si sia già concluso, ora che è stata disputata la sesta delle 18 gare in calendario per questo Campionato di Formula 1: il leggendario Gran Premio di Monaco. Senza ulteriori indugi, ecco il mio resoconto sulla corsa di Monte Carlo, l'ultima gara della prima parte della tornata europea. ![]() Per Timo Glock è stata la prima corsa monegasca in Formula 1; in ottima forma durante le impeccabili prove libere, ha perso inspiegabilmente velocità in qualifica, mancando quindi l'ingresso al Q3. Preparazione in vista dello stretto e tortuoso tracciato di Monaco con elementi aerodinamici specifici per una elevata deportanza La settimana scorsa, nei primi due giorni di test congiunti al Paul Ricard abbiamo provato gli elementi aerodinamici ad alta deportanza destinati ad essere utilizzati nel Gran Premio di Monaco. Nello specifico, avevamo riprogettato sia l'alettone anteriore che quello posteriore. Altri provvedimenti riguardavano un set supplementare di alette sulla copertura superiore del motore, applicate nella zona posteriore del roll hoop su entrambi i lati della presa d'aria, una piccola aletta installata sulla guida verticale che scende dall'ala fino all'apertura del pontone laterale e alcuni gurney flap attorno alla vettura. Va da sé che il carico aerodinamico era notevole. Anche se rispetto alle altre vetture nel corso dei test non ci siamo dimostrati competitivi, non eravamo preoccupati perché i team correvano con diversi carichi di carburante. Sapevamo inoltre di avere dalla nostra Jarno (Trulli), che in passato ha vinto una gara a Monte Carlo e conosce benissimo il circuito. Anche Timo (Glock), compagno di scuderia di Jarno, l'anno scorso è arrivato sul podio a Monte Carlo in GP2, quindi ero certo che entrambi i nostri piloti non avessero bisogno di ulteriori motivazioni. Dato che le previsioni promettevano tempo incerto nel week-end, team e piloti si sono preparati a dovere per affrontare nel modo migliore qualsiasi situazione meteorologica. Diversamente da Timo, Jarno ha dovuto combattere tutto il week-end con problemi di assetto, ma nonostante alcuni danni alla vettura durante le prove libere, ha messo a frutto tutta la sua esperienza guadagnando l'8o posto sulla griglia di partenza.Il circuito non perdona il veterano Jarno: un incidente provoca cambiamenti di programma Approfittando delle condizioni di asciutto, per giovedì avevamo pianificato una giornata di intenso lavoro durante le prove libere. Mai avremmo potuto immaginare che la pista si sarebbe rivoltata contro un veterano come Jarno, che nella sessione del mattino è andato a sbattere con la ruota posteriore sinistra contro il guardrail all'uscita della curva del Portiere, prima del tunnel, danneggiando la sospensione. Non potendo rientrare ai box, Jarno ha proseguito oltre la chicane per fermarsi a lato della pista, concludendo la mattinata di giovedì con solo 16 giri all'attivo. Nella sessione del pomeriggio il fondo della vettura di Jarno si è danneggiato sul cordolo della chicane delle Piscine. Per fortuna mentre stavamo riparando la vettura ai box è stata sventolata la bandiera rossa, che ha abbreviato il tempo in pista anche per i nostri avversari limitando le conseguenze della nostra perdita di tempo. Alla fine siamo riusciti a completare solo 28 giri: molti meno di quanto avevamo sperato dato che, secondo le nostre intenzioni, nel pomeriggio entrambi i piloti avrebbero dovuto testare le due mescole da asciutto. Invece il piano di emergenza ha visto Jarno dedicarsi soprattutto all'assetto della monoposto. Nel frattempo Timo, per la prima volta in veste di pilota di Formula 1 su questo circuito, ha portato a termine l'intero programma delle prove libere con una costanza sorprendente. Eravamo un po' preoccupati perché con il suo stile di guida tende a far slittare leggermente le ruote posteriori, invece ha completato il suo programma senza particolari errori, permettendoci di raccogliere dati importanti. La Panasonic Toyota Racing ha portato una “specifica Monaco” con alettone anteriore e posteriore nuovi e con due diverse alette supplementari su ogni lato della vettura, per ottenere il maggior carico aerodinamico possibile in gara.Una misteriosa perdita di velocità per Timo; Jarno riesce a far fronte alle difficoltà e si qualifica in ottava posizione Le qualifiche di sabato hanno dato risultati decisamente imprevedibili. Dato che nelle prove libere di sabato mattina Timo aveva portato a termine il lavoro sull'assetto senza problemi, eravamo sicuri di aver preparato un valido pacchetto per le qualifiche; invece, mentre nel primo periodo ha ottenuto un buon tempo, nell'ultimo giro veloce del Q2 non si è visto il miglioramento che ci aspettavamo. Secondo Timo, nel secondo settore la vettura si è comportata bene alla fine del tunnel, ma per qualche ragione ha perso aderenza in frenata prima della chicane. La pressione di gonfiaggio dei pneumatici era identica a quella del set di gomme precedente, quindi la perdita di velocità è stata del tutto incomprensibile. Visto che Timo stava girando più veloce di Jarno all'uscita del tunnel, senza questa perdita di velocità entrambi i piloti sarebbero senza dubbio passati all'ultimo periodo delle qualificazioni. Da parte sua Jarno, che giovedì aveva affrontato più di un problema, in qualifica ha dimostrato tutta la sua esperienza. Sabato mattina aveva faticato a trovare l'assetto, poi sia nel Q1 che nel Q2 aveva trovato difficoltà nella guida, rilevando una mancanza quasi completa di aderenza. Dando comunque il massimo nei giri veloci, senza curarsi dei problemi di assetto, alla fine ha trovato un po' di aderenza nell'ultimo periodo, facendo registrare un tempo valido per l'ottava posizione in griglia, ottima per cercare di finire in zona punti, nonostante le complicazioni. Per noi il Gran Premio di Monaco è costituito da due gare separate: la prima sono le qualifiche, la seconda è la lotta per guadagnare posizioni subito dopo la partenza. Una volta conclusa la “prima” gara, ci siamo avviati alla “seconda” con l'intento di proteggere le nostre posizioni di partenza. ![]() I capricci del tempo hanno condizionato la gara, e i piloti hanno affrontato una sfida impegnativa. Nonostante le difficili condizioni, Timo ha portato a termine il suo primo Gran Premio di Monaco. La nostra strategia ci si è ritorta contro, impedendoci di fare passi avanti La corsa di domenica non è stata solo la nostra peggiore gara della stagione, ma anche la più frustrante, perché entrambe le vetture sono partite benissimo, e questo rende il risultato ancora più deludente. Iniziamo con il pit stop di Jarno. Come molti altri team siamo partiti con pneumatici da bagnato intermedio, con i quali Jarno è riuscito a passare settimo subito dopo la partenza e a guadagnare la sesta posizione, sempre però lottando contro un asfalto scivoloso. Considerando l'andamento della gara, abbiamo deciso di aspettare per i pneumatici da bagnato estremo, pronti a cambiare all'occorrenza. Come prevedibile, all'ottavo giro è uscita la safety car. Le nostre informazioni indicavano l'arrivo di pioggia intensa, quindi abbiamo deciso di chiamare Jarno ai box puntando sulle gomme da bagnato estremo. Contrariamente alle previsioni ha smesso di piovere, la pista si è asciugata più rapidamente di quanto ci aspettassimo e i pneumatici che avevamo montato hanno complicato la situazione. Durante il pit stop programmato abbiamo rimontato i pneumatici da bagnato normale sulla vettura di Jarno, ma subito dopo la pista si è asciugata completamente, costringendoci ad un terzo pit stop. A quel punto, la corsa di Jarno è praticamente finita, e nonostante nella prima parte di gara si trovasse in buona posizione per guadagnare punti, ha tagliato il traguardo solo tredicesimo. Per quanto riguarda Timo, nel primo giro di gara è riuscito a guadagnare due posizioni, rimanendo settimo fino ad uno sfortunato testa coda nel corso del quarto giro. Successivamente non è riuscito a controllare la vettura alla curva Mirabeau, e ha urtato la barriera di pneumatici con l'alettone posteriore. Il passaggio ai pneumatici da asciutto non è stato di alcun aiuto, e Timo ha concluso la gara in dodicesima posizione. Anche se siamo molto contenti che entrambe le vetture abbiano tagliato il traguardo nonostante tutte le difficoltà, i risultati lasciano molto a desiderare. Per la gara in Canada avremo imparato la lezione e cercheremo di lasciarci alle spalle la delusione di questo week-end. Continuate a sostenerci! ![]() Noritoshi Arai a Monte Carlo. La strategia scelta per i pneumatici si è rivoltata contro il team, impedendoci di arrivare in zona punti. Il Gran Premio del Canada di solito è una gara difficile, ma la Panasonic Toyota Racing si aspetta che entrambe le vetture arrivino al traguardo tra le prime otto. |